Mastopessi

La mastopessi è una tecnica di chirurgia plastica ricostruttiva volta a sollevare le mammelle

COS’E’ LA MASTOPESSI?
La mastopessi o lifting mammario è un intervento praticato per risollevare e ridare tono al seno che nel corso degli anni, o dopo gravidanze e allattamento e diventato ptosico (cadente) e flaccido.

CHI E’ LA CANDIDATA IDEALE PER LA MASTOPESSI?
Un seno svuotato e cadente, come spesso accade dopo il parto, è sicuramente una delle indicazioni principe per la mastopessi. Tuttavia esistono situazioni di eccessiva lassità del sistema sospensore della ghiandola mammaria (i legamenti di Cooper) che determinano dei quadri clinici caratterizzati da mammelle cadenti e normo-sviluppate, in poche parole il seno è “ben fatto ma basso”, è già a 20 anni potrebbero esserci le indicazioni per un lifting mammario.

AVRO’ DELLE CICATRICI DOPO L’INTERVENTO ?
L’intervento di mastopessi comporta, a differenza dell mastoplastica additiva standard, la necessità di aggiungere qualche cicatrice che possa conferire un aspetto armonico e gradevole al seno. La maggior parte delle donne che richiedono un intervento di lifting mammario, nel momento in cui si prospetta loro la presenza di cicatrici attorno all’areola, verticale lungo il polo inferiore della mammella, etc, spesso rimangono spiazzate pensando che l’introduzione di una protesi possa risolvere la caduta del proprio seno senza cicatrici aggiuntive. E’ molto importante sottolineare un punto in particolare per tale intervento: un seno cadente presenta una forma allungata rispetto ad un seno sodo, pertanto è molto importante che la paziente candidata all’intervento comprenda che è di gran lunga meglio un seno conico, ben formato, con qualche cicatrice che negli anni saranno praticamente impercettibili, o tuttalpiù potrebbe essere trattata con un laser, che un seno voluminoso e mal formato. Questo tipo di precisazione è molto importante perché spesso viene suggerita l’introduzione di protesi voluminose che apparentemente possono “risollevare” il seno senza tagli aggiuntivi, ma la realtà dei fatti è che protesi voluminose creano un processo di espansione tissutale, e a distanza di un solo anno dall’intervento ci si troverà dinanzi ad un seno cadente e voluminoso, altamente antiestetico.

MASTOPESSI E MASTOPLASTICA ADDITIVA SI POSSONO FARE INSIEME?
Il lifting mammario può essere associato o meno all’inserimento di una protesi, tuttavia è molto importante sottolineare che l’aggiunta di volumi elevati (generalmente sopra i 300 cc) porterà ad una tensione importante sulle cicatrici che avranno una maggior probabilità di evolvere sfavorevolmente, creando quindi cicatrici antiestetiche. L’introduzione di una protesi anatomica ben proiettata, in alcuni casi selezionati come le ptosi lievi può sopperire cicatrici aggiuntive; per capire quanto il seno può salire dopo l’inserimento della protesi, basterà che la paziente porti le mani dietro il capo e potrà vedere da se, ponendosi dinanzi lo specchio, la nuova posizione delle mammelle che verrebbe raggiunta con l’introduzione di una protesi anatomica; nel caso in cui con questa manovra si osserva ancora un seno cadente sarà necessario associare una tecnica di mastopessi all’inserimento della protesi. Le mastopessi essenzialmente le possiamo dividere in 3 tipi:

  • periareolare o mastopessi sec. Benelli
  • con cicatrice verticale
  • con cicatrice ad ancora o a T rovesciata

La mastopessi sec. Benelli è una tecnica che comporta esclusivamente una cicatrice attorno l’areola, il tessuto eccedente viene rimosso asportando un anello cutaneo attorno all’areola, ciò permetterà al termine dell’intervento di avere solo una cicatrice costeggiante l’areola, ma sarà molto importante aggiungere l’inserimento di una protesi anatomica ben proiettata o addirittura una proteica conica, in quanto la semplice mastopessi periareolare, conferisce uno schiacciamento verso il torace del complesso areola capezzolo (CAC), dando il cosiddetto aspetto “a testa di pomodoro”, che va appunto contrastato con la proiezione di una protesi da inserire contestualmente. Nel caso in cui il seno sia più cadente, sarà necessario aggiungere, oltre alla cicatrice attorno all’areola, una cicatrice lungo il polo inferiore, la quale permetterà una “conizzazione” mammaria che conferirà tono, naturalezza e bellezza al seno. In questi casi è utile l’aggiunta di una protesi tonda, non troppo proiettata, per far rifiorire il seno, il quale generalmente oltre che cadente si presenta anche ridotto di volume. L’aggiunta di una protesi anatomica proiettata sarebbe un errore, in quanto determinerebbe, a distanza di tempo dall’intervento, un’eccessiva risalita del CAC, con il capezzolo che “guarda” eccessivamente verso l’alto. Nei casi ancora più gravi bisognerà ricorrere, oltre alla cicatrice attorno all’areola e verticale lungo il polo inferiore della mammella, ad una piccola cicatrice lungo il solco sotto-mammario; quest’ultimo mima molto l’accesso che si una per inserire una protesi dal solco nelle mastoplastiche additive standard, pertanto la sua presenza esteticamente non inficerà la qualità del risultato. Anche in questi casi la scelta della protesi da inserire eventualmente va ponderata bene da parte del chirurgo, il quale potrebbe anche ipotizzare l’utilizzo del tessuto ghiandolare sceso per creare una vera e propria autoprotesi, riposizionando verso l’alto questo tessuto cadente; ciò permetterà nello stesso tempo al seno di essere risollevato ed avere un incremento volumetrico senza la necessità di inserire le protesi.

QUANTO DURA L’INTERVENTO DI MASTOPESSI?
L’intervento di mastopessi (con o senza introduzione di protesi) ha una durata tra i 90 ed i 120 minuti e si esegue preferibilmente sempre in anestesia generale in totale sicurezza con necessità di ricovero notturno in clinica. Anche per questo intervento, seguendo scrupolosamente la terapia farmacologica (solo orale, senza necessità di punture), le pazienti non accusano nessun tipo di dolore.

COSA BISOGNA ASPETTARSI NELLA DEGENZA?
Nei primi giorni post-operatori il seno apparirà particolarmente voluminoso nella sua metà superiore, con a volte i capezzoli che guardano verso il basso, questo si risolverà spontaneamente quando l’edema dell’intervento inizierà a scomparire e la protesi o l’autoprotesi scivoleranno verso il basso dando pienezza al polo inferiore della mammelle. Nel caso sia aggiunta una protesi, naturalmente in una tasca sotto-muscolare dual plane, è necessario seguire le stesse indicazioni post-operatorie della mastoplastica additiva. Lungo le aree ove saranno localizzate le cicatrici verranno applicati dei cerotti chirurgici (steri strip) che rimarranno in loco fino a 3 settimane post-operatorie; tuttavia in questo frangente temporale la paziente potrà tranquillamente farsi la doccia perché questi cerotti sono resistenti all’acqua.

COME AVVIENE LA GESTIONE POST-INTERVENTO?
Generalmente le suture sono intradermiche, ovvero non devono essere rimosse nel post-operatorio, a meno che non si opti per una sutura superficiale dell’epidermide con aghi molto molto sottili (5/0 o 6/0), le quali verranno interrotte a distanza di 15-20 giorni dall’intervento. Molto importante sarà la gestione post-operatoria delle cicatrici, le quali inizialmente potranno apparire “arricciate”, sopratutto se l’entità della ptosi è notevole e si tende a ridurre, o evitare, la cicatrice lungo il solco sotto-mammario. E’ buona norma farsi seguire dal chirurgo almeno per 6-8 mesi dopo l’intervento per la corretta gestione delle cicatrici tramite applicazione di creme, cicatrizzanti prima ed anti-cheloidee poi, e di massaggi eseguiti correttamente nel modo e nel tempo dal paziente stesso.
I risultati sono soggettivi e possono variare da persona a persona

Prima e Dopo L'Intervento

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