Trapianto Capelli

Il trapianto di capelli è oggi una delle richieste più frequenti dei nostri pazienti che hanno subito una perdita dei capelli. Con la nostra tecnica FUE riusciamo a garantire una folta capigliatura anche nei casi più difficili.

DESCRIZIONE TRATTAMENTO ANTICALVIZIA
Il trapianto o auto-trapianto per capelli è un intervento chirurgico il cui scopo è quello di rinfoltire o ripristinare l’estetica del cuoio capelluto. E’ un intervento tra i più richiesti nell’ambito della popolazione maschile (talvolta anche femminile) per contrastare l’alopecia androgenetica (la perdita dei capelli nell’uomo). Le tecniche attuabili sono essenzialmente 2: la stripping technique (nota anche come FUSS) e la FUE (Folliculat Unit Extraction).

IL CANDIDATO AL TRAPIANTO DEI CAPELLI
Il candidato ideale a questa procedura chirurgica è il paziente che presenta un diradamento o l’assenza (alopecia) di capelli indeterminate aree. Di fondamentale importanza è far capire al paziente candidato all’autotrapianto che l’alopecia è un processo progressivo, pertanto la programmazione pre-operatoria dovrà tener conto del progredire della perdita dei capelli, per garantire un risultato quanto più naturale possibile. Spesso l’auto trapianto può essere molto utile per camuffare aree ove sono presenti cicatrici post-traumatiche, sia nel cuoio capelluto che nella regione ove è presente la barba. Altra condizione ove può essere richiesto un trapianto di follicoli è rappresentata da una cicatrice sul labbro, esito di correzione di una labioschisi (labbro leporino); in questo caso può essere celata la stigmate dell’intervento.

LA TECNICA STRIPPING
Questa tecnica prevede l’allestimento di una striscia di cuoio capelluto dalla regione nucale. Questa striscia di tessuto verrà poi suddivisa in frammenti molto più piccoli, che conterranno da un unico bulbo (unità monofollicolari), fino a gruppi di tre-quattro bulbi (unità tri- o -quadri-follicolari), le quali verranno innestate nel cuoio capelluto deficitario per ripristinare l’estetica del capillizio. Come detto in precedenza, è molto importante valutare la stempiatura fronto-temporale presente, e non innestare anteriormente a questa, in quanto la progressione della stempiata nel tempo darà luogo a risultati altamente innaturali. La tecnica stripping è sempre da preferire quando sia necessario ripristinare il capillizio in aree medio-larghe; per questa tecnica è necessario un team chirurgico molto ben affiatato, rappresentato dal chirurgo e da un’equipe di almeno 2 bulbisti ed un biologo, per evitare intervento lunghi oltre le 6-7 ore. Al termine dell’intervento esiterà una cicatrice lineare in regione nucale, che se ben suturata con una tecnica nota come sutura tricofitica (che permette la crescita dei capelli all’interno della cicatrice chirurgica), non darà alcuna traccia di se nel post-operatorio.

LA TECNICA FUE
Questa tecnica è senza dubbio la più commercializzata, viene chiamata anche tecnica senza cicatrice, visto che i bulbi vengono isolati singolarmente, tuttavia a differenza della stripping, l’attecchimento dei bulbi non è altissimo a causa del trauma diretto che può verificarsi nel momento dell’allestimento del bulbo stesso. Sebbene non ci sia un’unica cicatrice lineare, la FUE può determinare tante microcicatrici, che a capelli rasati può dare l’anti-estetico aspetto detto “ a cielo stellato”, proprio perché queste piccole cicatrici simulano le stelle nel firmamento. La Fue si presenta particolarmente utile quando bisogna rinfoltire piccole aree di alopecia o aree di alopecia post-traumatica come sulle cicatrici.

L’INTERVENTO
Sia che venga usata la tecnica stripping, sia che venga utilizzata la FUE, l’intervento viene sempre eseguito in anestesia locale, eventualmente associando una leggerissima sedazione. Il trattamento è ambulatoriale e non richiede assolutamente degenza notturna. Al termine dell’intervento, di durata variabile in base al numero di bulbi necessari, viene generalmente applicata una medicazione che rimane per pochi giorni. Il primo shampoo è consigliabile venga fatto da un membro dell’equipe che ha eseguito l’intervento onde evitare di inficiare il risultato dell’attecchimento dei bulbi. A distanza di circa una settimana è possibile apprezzare tante piccole crosticine dove si evidenziano le unità follicolari trapiantate, queste ultime tenderanno a cadere nelle settimane successive, e a distanza di circa 3 mesi, progressivamente, si assisterà alla ricrescita di quest’ultimi.

TRATTAMENTI AUSILIARI
Nelle prime fasi di comparsa dell’alopecia maschile è possibile contrastarla con trattamenti farmacologici a base di finasteride e minoxidil, sebbene sia stata riscontrata, in una piccola percentuale dei pazienti trattati, una riduzione della libido, che rapidamente svanisce nel momento in cui viene interrotta la terapia. Un trattamento che ultimamente è divenuto molto in voga, è l’infiltrazione di PRP. Il PRP è il plasma arricchito in piastrine, l’allestimento di quest’ultimo avviene tramite un prelievo di sangue del paziente, il quale viene centrifugato; questo procedimento determina la separazione della porzione corpuscolare del sangue (i globuli rossi), da quella plasmatica (contenete le piastrine). Quest’ultima, alla quale possono essere aggiunti fattori che favoriscono la degranulazione piastrinica, se infiltrata nel cuoio capelluto ha dimostrato importanti miglioramenti dell’alopecia. Tuttavia l’unica patologia trattata con PRP, che abbia supporti scientifici, è l’alopecia aerata (una patologia autoimmune che determina la perdita di bulbi del capillizio sia nell’uomo che nella donna).
I risultati sono soggettivi e possono variare da persona a persona

Prima e Dopo L'Intervento

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